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Le grandi giornaliste e scrittrici Sibilla Alerami (1876/1960)

Le grandi giornaliste e scrittrici da “il femminismo nel pensiero politico. Un saggio di storia dimenticata” di Katiuscia Giubilei

Capitolo V ( II parte) Le conquiste del Novecento dal capitolo precedente

La vita e le opere di Sibilla Aleramo (1876/1960)
 
Si raccontava nel precedente capitolo di Sibilla Aleramo, della sua vita e delle sue pubblicazioni ……
Le grandi giornaliste e scrittrici 
I rapporti coniugali proprio non andavano cosicché la scrittrice osò avanzare l’ipotesi di una separazione amichevole, cui conseguì purtroppo un vero e proprio disastro aggravato dalle violenze del marito, che la gettava per terra percuotendola brutalmente, fino a costringerla a supplicare il perdono (cosa che fece solo per mantenere unita la famiglia, anche a costo del proprio sacrificio).
Solo qualche anno più tardi l’uomo accolse l’ipotesi della separazione ma …… a duro prezzo per la Faccio (nome di battesimo della poetessa) che avrebbe dovuto sparire e lasciargli il figlio. Si trattò di una scelta obbligata e con il cuore a pezzi, nel 1902 la donna si trasferì a Roma, dove ebbero inizio la sua attività letteraria ed i suoi importanti incontri con scrittori, giornalisti e amanti, attraverso cui poter evadere e sentirsi amata : Damiani, Cena, Papini, Boine, Carrà, Cardarelli (solo per citarne alcuni), con cui Sibilla instaurò un sodalizio culturale e spirituale.
Il suo importante lavoro è “Una donna” fortemente autobiografico e tuttora contemporaneo che, nonostante l’arditezza, riscosse al tempo larghi consensi in Italia e all’estero. Oltre alla scrittura, si interessò di problemi sociali, promosse l’istruzione e tentò di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni dell’agro pontino.
Nel 1910 ebbe inizio il lungo viaggio della sua vita, con la produzione di recensioni, critiche letterarie, studi sociologi e commenti sulla vita quotidiana. Collaborò con le riviste filo-socialiste del tempo, scrisse per l’Unione Femminile Internazionale, si adoperò in numerose iniziative di carattere assistenziale. Nel 1911 a Firenze, in collaborazione con il Marzocco, entrò in contatto con l’ambiente vociano. Nel 1913, a Milano, si avvicinò al movimento futurista; tra il 1913 e il 1914, a Parigi, incontrò personalità di spicco della cultura internazionale come Apollinaire e Verhaeren.
Durante la prima guerra mondiale comparve nella sua vita Dino Campana e con lui iniziò una relazione complessa e tormentata, una storia d’amore unica, tanto intensa e pervasa dal fuoco della pazzia, da lasciare completamente svuotati i due amanti, pur arricchendo la nostra letteratura di carteggi, epistolari, liriche e romanzi.
Campana verrà internato in manicomio fino alla morte.

 La trasposizione cinematografica dell’amore tra Sibilla Aleramo e Dino Campana

Nel 1919 Sibilla pubblica il suo secondo romanzo ” Il Paesaggio ” cui seguirono altri libri e raccolte di poesie, oltre all ” Endimione ” un poema drammatico in tre atti, trasfigurazione della propria relazione con lo sportivo Tullio Bozza. Eccone un passaggio ” ( … ) Un giorno lo vidi nudo atleta nel suo sonno. /  Rugiada al mio sguardo / quell’arco perfetto dell’omero / che il respiro felice solleva ( … ) ” , da Selva d’amore. E ancora : “Di Endimione mi innamorarono esclusivamente la bellezza e la grazia : erano invero eccezionali, tanto da formare attorno a lui, per me contemplante, un alone di mito ( … )”, da Diario di una donna.
 
Nel 1928 Aleramo ormai ridotta al lastrico torna a Roma dove nel 1936 conosce un giovane studente a cui rimarrà legata per circa dieci anni, definendo questo periodo la sua quarta esistenza, di cui lascia testimonianza in un diario che tenne finché fu in vita, oggi in parte pubblicato sotto il titolo ” Dal mio diario “. Tutte le sue bellissime poesie sono raccolte invece nel volume “Selva d’amore”, cui seguì nel 1956 “Luci della mia sera”.
 
Sibilla Aleramo muore all’età di ottantatré anni. Nel suo diario si legge ” Ho fatto della mia vita come amante indomita, il capolavoro che non ho avuto così modo di creare in poesia. ( … ) Ho contemplato l’agitato mistero del mio spirito e il lucido aspetto dell’universo. Uomini e donne sono sul mio cammino perché li ami. Li amo, li sento vivere, la loro vita si aggiunge alla mia. Che cosa sarei io senza questi incontri, senza le strade che ho percorso ?”. ( Italiane, di Roccella e Scaraffia, Roma, Istituto Poligrafico, 2004 )

Ho contemplato l’agitato mistero del mio spirito (…) che cosa sarei io senza questi incontri, senza le strade che ho percorso ?  Queste frasi della poetessa  Sibilla Aleramo rappresentano perfettamente  la scrittrice Katiuscia Giubilei, che è entrata nella mia vita come un terremoto!

Un momento privato rubato dalla mia bravissima fotografa Chiara Gasbarri.

 

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