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Anna Kuliscioff

Anna Kuliscioff: Il monopolio dell’uomo

CAPITOLO IV ( III parte )“Il Femminismo nel pensiero politico. Un saggio di storia dimenticata”, di Katiuscia Giubilei

Anna Kuliscioff. Abbiamo presentato nel precedente capitolo Anna Kuliscioff, la paladina assoluta dei diritti donna, sempre attiva per le minoranze e partecipe, tra l’altro, della Lega socialista milanese fondata nel 1889 il cui programma consisteva nell’ autonomia del movimento operaio dalla democrazia borghese.

Un lavoro fondamentale della grande donna è stato << Il monopolio dell’uomo >> in cui scriveva che << Il primo animale domestico dell’ uomo è stata la donna. Non posso ammettere che l’uomo sia l’essere ideale della nazione e debba servire da unità di paragone. La donna non è superiore né inferiore; è quel che è. E tale qual è non vi ha ragione ch’essa si trovi in condizioni inferiori >>.

Tanti gli arresti per la Kuliscioff, nel 1898 perfino per reato d’opinione con l’accusa di aver << concertato o stabilito di mutare violentemente la costituzione dello Stato e la forma di governo e di far insorgere in armi gli abitanti del Regno >>. Libera dopo sette mesi di detenzione Anna si fece promotrice di un disegno di legge contro lo sfruttamento della manodopera femminile e minorile: la famosa legge Carcano del 1901. Insieme a lei lavorarono Linda Malnati, Angelica Balabanoff, Maria Gioia Argentina Altobelli e Margherita Sarfatti tutte arruolate nel progetto socialista e penne de La rivista delle lavoratrici . Le donne si riunivano in casa della Kuliscioff per tentare di rendere consapevoli le contadine dei propri diritti, primo fra tutti quello al voto.

Ma la legge 666 del 30 giungo 1912 del governo Giolitti pur apportando modifiche importanti ed estendendo il diritto di voto ai cittadini del Regno di età superiore ai 30 anni, senza più requisiti di censo e di istruzione, restò riservata ai soli uomini; lo chiamerà << democratismo sbiadito >> la grande paladina dei nostri diritti che riceverà il colpo decisivo con l’arrivo al potere di Mussolini: << Vi dirò – sentenziava il Duce – che non darò il voto alle donne, è inutile. In Germania e in Inghilterra le elettrici votano gli uomini ( … ). La donna deve obbedire ( … ) naturalmente non deve essere schiava ma se io le concedessi il diritto di voto mi si deriderebbe. Nel nostro stato essa non deve contare >> ( Benito Mussolini, Opera omnia , La Fenice, Firenze 1951 ).

La coraggiosa Kuliscioff si spense a Milano il 27 dicembre 1925 e solo con la caduta del regime, a vent’anni dalla sua morte, il suo impegno otterrà i primi risultati con la comparsa nell’Assemblea Costituente del Nuovo Stato Repubblicano di quattro donne : la democristiana Maria Federici, la socialista Lina Merlin e le comuniste Teresa Noce e Nilde Iotti.

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Leggere, leggere, leggere, qualcosa che non passerà mai di moda!

foto Francesco Massella

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